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C O M U N E   D I   S C E R N I

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Story of the City
ABITANTI RESIDENTI AL 31.12.2008 N.3536 FAMIGLIE N.1384 Il Comune di Scerni è situato ad una ventina di chilometri dal mare Adriatico e nelle vicinanze di Vasto. Il territorio si estende su un paesaggio collinare per circa 4.100 ettari con una superficie prevalentemente coltivata. Gli abitanti vivono nelle molte località periferiche e nel capoluogo che si distende su una collina a 276 m. sul livello del mare. Adagiato sul crinale di una dolce collina, ha la fortuna della sua posizione geografica e strategica per chi intende visitarlo. Dista solo pochi chilometri dal mare Adriatico, dall'autostrada, dalla Maiella; dalla stessa Roma è a qualche ora di viaggio. Al suo interno si consiglia di visitare, oltre al centro storico, il bosco dell'Istituto Tecnico Agrario, il Colle dei Sospiri con il suo verde e con tanta aria buona. Le sue numerose località, prime fra tutte San Giacomo, evidenziano la laboriosità dei loro abitanti nel campo agricolo e sopratutto della viticoltura, produttrice di ottimo vino che si ottiene nella moderna Cantina Sociale. STORIA La prima menzione dell'attuale paese di Scerni risalirebbe all'883, secondo una fonte poco accreditata, il conte di Chieti Trasmondo II avrebbe donato il CASTELLUM SERNI al monastero di S. Stefano in rivo maris. Di certo, però, nel XI secolo il CASTELLUM DE SERNI era tra le pertinenze di tale monastero, come risulta da una bolla di papa Leone IX del 1503. Sappiamo poi che nel XII secolo il borgo fortificato di SARNEM era feudo di in cavaliere tenuto da Robertinus Altini, a sua volta feudatario dell'abate di S. Stefano in rivo maris, e documenti del XIV secolo attestano l'esistenza, in CASTRO SARNII, delle chiese di S. Maria e S. Panfilo, che pagavano le decime al monastero di S. Maria Arabona. E' probabile che tale castrum sorgesse sul punto più elevato della collina, lì dove nei pressi della chiesa parrocchiale sono ancora ben visibili murature di epoca medievale. La vocazione strategica del sito è confermata dal fatto che esso aveva ospitato in precedenza un insediamento pre-romano. DA VEDERE CHIESA DI SAN PANFILO La chiesa di San Panfilo sorge su un antico tempio pagano dedicato alla dea Cerere a forma di croce greca. Nel 1601 fu trasformato a croce latina, ampliata nel 1718 e riparata dopo il terremoto del 1720, grazie all'aiuto dei cittadini, del Re Federico II e di un architetto francese che lavorava presso la corte dei Borboni. Nel corso degli anni fu ristrutturata varie volte. L'ultima ristrutturazione risale al 1980 - 83. Prospetto compiuto dopo il 1883, interni e stucchi del 1868 - 69. Facciata laterizia con scenografica piccola scala a due bracci, torre campanaria laterizia classicheggiante. All'interno organo barocco, statua lignea policroma e braccio argenteo del XV secolo di San Panfilo. SANTUARIO DELLA MADONNA DELLA STRADA All'ingresso del paese si incontra il santuario della Madonna della Strada edificata negli anni sessanta. Esso sorge sui resti di un'antica chiesetta del 1400, costruita dai pastori nomadi affinchè la madonna li proteggesse durante il loro cammino. La chiesetta era preceduta da un portichetto per il ricovero dei pellegrini. L'interno, ad una sola navata, era arricchito con stucchi e decorazioni pittoriche ed un altare ligneo dipinto e dorato. Nell'attuale santuario sono conservati due statuette di legno policrome risalenti al XIV secolo e rappresentanti San Panfilo e San Donato, e la Statua della Madonna. Quest'ultima, nonostante le "ridipinture", si qualifica per importante opera dei primi del Cinquecento, vicina a Silvestro dell'Aquila. Essa avrebbe sostituito un più antico simulacro della Madonna che una leggenda vuole rinvenuto su un albero di fico e in seguito trafugato nottetempo da alcuni atessani, poi costretti ad abbandonarlo lungo la via del ritorno, sul luogo dove venne in seguito costruita la chiesetta, perché all'improvviso divenuto talmente pesante che neppure settanta paia di buoi riuscirono a spostarlo. CHIESA DI SAN GIACOMO Questa chiesa sorge in Contrada San Giacomo che prese il nome, secondo una credenza popolare, dal ritrovamento nel luogo dove attualmente sorge la chiesa, di un quadro dell'Apostolo San Giacomo Maggiore, che, secondo alcuni, fu commissionato dal sindaco di allora ad un pittore artigiano locale di nome Ernesto Piscicelli, al fine di far prosperare questo territorio e la piccola cappella già esistente. L'Antica chiesa, rifugio per i pastori transumanti che passavano per il tratturo con le loro pecore, era tutta mattoni, decorata all'interno con marmi pregiati acquistati direttamente da parroco Don Giovanni De Risio. Durante i lavori di ristrutturazione, negli anni '80, i marmi vennero rimossi, le pareti furono intonacate, gli altarini secondari furono smantellati, e la chiesa assunse un volto più moderno. I lavori di ristrutturazione continuarono nel 2000 con la sistemazione dell'altare, dell'oratorio, del giardino, del portone principale con rilievi raffiguranti alcuni momenti della vita di San Giacomo e della cappella nella quale è custodito il dipinto originale del 1600. MURA E TORRI Resti di mura laterizie e di due torri a scarpa con sopraelevazioni in torre quadra laterizia più tarde. Il primitivo circuito è di epoca medievale. Nelle mura di cinta del paese si aprivano delle porte. La porta principale presenta una volta; nel passato, attraverso questa porta, che conduceva a palazzo Raimondi, arrivavano a Scerni, nei giorni di festa e per le fiere, i contadini che abitavano nelle contrade. PALAZZO RAIMONDI Ex municipio, al suo interno saloni con soffitti affrescati. Sulla facciata delle lesene che separano porte e finestre. E' qualificata come "casa palaziata" (nobiliare). Fu acquistata nel 1810 da Don Ferdinando Raimondi o dal Marchese Don Ferdinando D'Avalos. La sua costruzione risale al XVIII secolo. La pianta dell'edificio è a blocco appartato, il tetto è a padiglione, la muratura è a secco con mattoni faccia a vista. Presenta una cisterna cilindrica, resti di torretta e un sotterraneo. Ristrutturata nel 2000, è oggi, sede della casa canonica e di varie associazioni. PALAZZO DE RISEIS E' qualificato come palazzo baronale, costruito nel XVIII secolo, su resti del castello di Scerni e al posto di casette demolite. Pianta a blocco rettangolare, tetto a padiglione, muratura a secco, mista intonacata. Un tempo ospitava una biblioteca privata. PALAZZO D’AVALOS Qualificato come palazzo fortificato, fu costruito dai marchesi D'Avalos su un impianto preesistente, durante il rinascimento, nel XVI secolo. In Origine doveva presentare numerosi torri con feritoie; si osservano pietrame e mattoni risalenti a epoche diverse. Il lato settentrionale presenta pareti con muratura faccia a vista, capitelli ionici, all'angolo una torre quadrangolare in muratura con mattoni faccia a vista. Il palazzo D'Avalos faceva parte dell'intero complesso edilizio del castello con le mura di difesa che circondavano il paese. Il palazzo si estendeva dietro l'attuale chiesa parrocchiale verso la località denominata Pian Palazzo. Oggi nel castello sono stati ricavati dei mini appartamenti da affittare. Fonte: Comune di Scerni.